Sustainable development of small rural communities Sintesi
Se all'inizio iI progetto voleva migliorare la vita delle comunità rurali e sviluppare l'economia del distretto, oggi è un'impresa che fa utili. Ogni mattina l'azienda riceve 3200 litri di latte da circa 800 allevatori della zona - 5000 persone - che possiedono per lo più 2 o 3 vacche da latte. Una volta consegnato “a mano” o raccolto con un furgone, il latte è pastorizzato. Una volta la settimana e a prezzo contenuto una certa quantità è distribuita in 58 scuole del distretto, raggiungendo un bacino di utenza che è stato, fino al 2013, di 25 mila scolari. Il calcio contenuto nel latte è alimento fondamentale della dieta dei bambini. In parte il latte è venduto, e, in piccola quantità, donato a ospedali e orfanotrofi nei dintorni. Il rimanente diventa yogurt – distribuito nei mercati locali – e vari formaggi. Caciotta, provolone e specialmente mozzarella sono venduti nelle città più importanti e nell'isola di Zanzibar. I proventi dalla vendita hanno reso AMP sostenibile.
Partnership
Granarolo Group - Italia
Candidato guidaIl gruppo Granarolo, nato nel 1957 da una piccola cooperativa situata alle porte di Bologna, comprende due realtà diverse e sinergiche: un consorzio di produttori di latte - Granlatte - che opera nel settore agricolo e raccoglie la materia prima - e una società per azioni - Granarolo S.p.A. - che trasforma e commercializza il prodotto finito e conta 8 siti produttivi in Italia e 2 in Francia. Il gruppo rappresenta la più importante filiera italiana del latte direttamente partecipata da produttori associati in forma cooperativa. Riunisce circa 1.000 allevatori produttori di latte, un’organizzazione di raccolta della materia prima alla stalla con 70 mezzi, 1.200 automezzi per la distribuzione, che movimentano 750 mila tonnellate/anno e servono quotidianamente più di 60 mila punti vendita nei quali 11 milioni di famiglie italiane acquistano prodotti Granarolo. Il gruppo conta circa 2100 dipendenti al 31/12/2013 con un fatturato di 993 milioni di euro.
Ministry of Foreign Affairs -Directorate General for Development Cooperation - Italia
Partner dell'iniziativaL’organizzazione delle attività di Cooperazione allo Sviluppo, componente essenziale della politica internazionale dell'Italia, fa parte dei compiti del Ministero degli Affari Esteri (MAE), che demanda tali attività alla Direzione Generale per la Cooperazione allo Sviluppo (DGCS) che è l’organo preposto ad attuare tale politica, in attuazione della legge n.49/87. La DGCS attua le linee di cooperazione e le politiche di settore nei diversi Paesi, stabilisce rapporti con le Organizzazioni Internazionali, con l’Unione Europea e con le Organizzazioni non governative; programma, elabora ed applica gli indirizzi della politica di cooperazione e le politiche di settore tra cui sanità, ambiente e sviluppo imprenditoria locale; realizza iniziative e progetti nei Pvs; effettua interventi di emergenza e fornisce aiuti alimentari; gestisce la cooperazione finanziaria e il sostegno all’imprenditoria privata e alla bilancia dei pagamenti dei Pvs; promuove e realizza la cooperazione universitaria.
CEFA - The European Committee for Education and Agriculture - Italia
Partner dell'iniziativaCEFA è l’ONG bolognese che lavora da oltre 40 anni per vincere fame e povertà. CEFA è stato fondato a Bologna il 23 settembre 1972 grazie a Giovanni Bersani e Padre Angelo Cavagna e a un gruppo di cooperative agricole di ispirazione cristiana della provincia di Bologna. Desiderio e volontà di CEFA è che ogni uomo sia protagonista dello sviluppo, non solo economico ma di tutta la persona, per essere soggetto attivo di democrazia e di pace. CEFA fonda la propria missione sullo sviluppo delle comunità e delle istituzioni locali in paesi tra i più poveri del mondo, attraverso il miglioramento delle economie familiari e comunitarie, la valorizzazione delle risorse umane, azioni di formazione e di riconoscimento dei diritti fondamentali dell'uomo. Raggiungere l'autosufficienza alimentare e il rispetto dei diritti fondamentali sono le priorità di CEFA.
NjoLIFA (Njombe Livestock Farmers Association - Tanzania
Partner dell'iniziativaLa maggior parte degli allevatori di mucche da latte del distretto di Njombe si sono riuniti nella suddetta NjoLiFA. Si tratta per lo più di piccoli allevamenti (1 o 2 mucche), gestiti da famiglie che si sono associate in gruppi di villaggio. Oggi il distretto conta circa 56 gruppi, con una media di 20-30 allevatori ciascuno (circa 1.400 famiglie coinvolte).
GRAZIE A UN LAVORO COSTANTE E ALLA RICERCA CONTINUA DELLA QUALITÀ, LA NJOMBE MILK FACTORY (NMF) È RIUSCITA A ESSERE UNA FILIERA DEL LATTE (RACCOLTA, TRASFORMAZIONE, COMMERCIALIZZAZIONE). HA RAGGIUNTO UN FATTURATO ANNUO DI OLTRE UN MILIARDO DI SCELLINI, CIRCA CINQUECENTOMILA EURO, GRAZIE A UNA PRODUZIONE GIORNALIERA DI YOGURT, LATTE, QUEST’ULTIMO DISTRIBUITO IN MOLTE SCUOLE DEL DISTRETTO DI NJOMBE, E DI FORMAGGI, VENDUTI NELLE GRANDI CITTÀ DEL PAESE. L'AZIENDA HA SFRUTTATO LE RISORSE ENDOGENE DEL TERRITORIO MONTUOSO DI NJOMBE, DOVE ERANO PRESENTI ALLEVAMENTI DI BOVINI DA LATTE NON SFRUTTATI IN MODO ADEGUATO, MA ANCHE PER L'ASSENZA DI PRODOTTO DI QUALITÀ IN COMMERCIO E QUINDI DI COMPETITOR. DA DICEMBRE 2013 LA NMF È UNA REALTÀ AZIENDALE, UNA S.P.A FAMOSA IN TUTTA LA TANZANIA PER LA QUALITÀ E L’ECCELLENZA DEI PROPRI PRODOTTI.
La novità, per i locali, è il processo di pastorizzazione che elimina i batteri senza intaccare le proprietà del latte. Prima, questo era al massimo bollito e quindi impoverito. Inoltre, il latte era importato o in polvere e quindi non a portata della popolazione media. Questa novità “tecnica” ha creato un circolo virtuoso sociale e culturale. Il consumo di latte di qualità, non più veicolo di infezioni, è aumentato. Da una ricerca dell'Università Roma3, emerge che tra 274 compratori il 36% prima non acquistava latte, la metà di chi lo faceva lo comprava per strada, il resto lo prendeva importato. La dieta alimentare per battere la malnutrizione, a iniziare dai bambini, si è arricchita. È stato creato lavoro qualificato nella filiera produttiva. Non manca nemmeno l'innovazione economica: la NMF, oggi S.p.A, ha mantenuto la sua finalità sociale, dato che parte dei profitti è stato destinato ad attività di sostegno alla comunità ("Latte alle scuole"), unico esempio nel distretto.
Classificata al 152° posto (su 186 paesi) nell'Indice di Sviluppo Umano (2013), la Tanzania ha circa 45 milioni di abitanti, di cui circa 27, vivono con 2 dollari al giorno e il 39% è denutrito, vive cioè con fame cronica (FAO, 2011). Nelle aree rurali - dove risiede il 90% dei poveri - la metà della popolazione vive con 1$/g e il 60% non ha accesso a fonti d’acqua pulita. Nel distretto di Njombe, a sud, l'82% della popolazione - su un totale di oltre 300 mila persone - è impiegata in agricoltura e nell'allevamento di vacche da latte (45% del Pil), con la produzione di colture di sussistenza e per il commercio (tè, patate, mais). Più di 100 mila ettari di terreno rimangono però incolti e forti siccità, alternate a piogge torrenziali, aggravano l'insicurezza alimentare delle fasce più povere. Denutrizione, mancanza di igiene e acqua contaminata sono le principali cause di malattie e di morte, soprattutto tra i bambini da 0 a 5 anni: ne muoiono ogni anno 81 su 1000 (Tanz.in Cifre 2010).
Secondo una ricerca dell’Università Roma3, il reddito degli 800 allevatori, fornitori della NMF, in soli 3 anni è aumentato del 140%. È stato creato lavoro per 39 tanzaniani, con un’età media di 30 anni, che seguono le attività dell'azienda: raccolta del latte, controllo, produzione e commercializzazione. La sostenibilità economica-finanziaria dell'impresa, in grado di far fronte alle spese, è stata quasi raggiunta: si riescono a pagare i fornitori e gli stipendi dei dipendenti. Dal 2010 i ricavi sono aumentati in maniera costante, anche se contenuta. La nascita della NMF, come realtà industriale, ha generato un indotto importante: punti vendita e servizi di trasporto. Grazie al "Latte alle scuole", gli insegnanti hanno dichiarato un miglioramento del rendimento e un incremento della presenza degli alunni. Sono cresciute le adesioni al programma e ora è tangibile la miglior sensibilizzazione di presidi, maestre/i e famiglie al consumo di latte pastorizzato.
../file-system/small/pdf 1° La ricetta per il successo: controllo dei costi e efficienza produttiva Dal documento sui risultati economici si evince che l'azienda ha un trend di crescita costante e positivo ed è facile che nel breve possa raggiungere il pareggio di bilancio.
../file-system/small/pdf 2° Andamento del "Latte alle scuole" ll programma "Latte alle scuole" - nato già nel 2007 in forma sperimentale - solo negli ultimi anni è documentabile. Rispetto al numero di pacchetti distribuiti agli scolari nel 2012 c'è un decremento rispetto al 2011 dovuto all'aumento di prezzo per pacchetto, necessario però a garantire la sostenibilità dell'intervento (ultima tabella: Trend numero pacchetti latte).
../file-system/small/pdf 3° Ricerca Università Roma3: come aumenta il reddito degli allevatori Il ricavo medio mensile dell’attività zootecnica (att.zoo) per 1 famiglia contadina, depurato dall'inflazione, è di 67.250 tsh (circa €30). Il ricavo da att.zoo. equivale a 72% del totale delle attività reddituali della famiglia. Prima del progetto, il ricavo medio da att.zoo.era il 35% del ricavo totale delle attività agricole, ora è aumentato al 66%. La produttività per vacca passa, grazie al progetto, da 93 a 220 litri/mese. (fig. 10, 11, 14 da pag.27 a 30 (leggere da “However, we” a “by Cefa”, pag.29-30).
../file-system/small/pdf 4° Ricerca Università Roma3: aumento dei bimbi che bevono latte Con il "Latte alle scuole", il numero dei bambini che consumano latte ogni giorno e per il quale il latte è diventato elemento integrante della dieta è il 76% degli intervistati. (2° foglio, pag.10 "Main results"). Facendo riferimento alla ricchezza delle famiglie intervistate, si constata che grazie al progetto la proporzione di genitori che acquista latte è superiore nel periodo post-intervento rispetto al pre-intervento, ma questa differenza è molto superiore nel 1°quintile (suddivisione della popolazione in 5 parti), che è il 20% più povero, rispetto al 5° quintile, cioé il 20% più ricco. Ciò dimostra come le fasce svantaggiate della popolazione sono quelle che hanno avuto maggiori benefici dal progetto (3° foglio pag.12), visibile anche in fig.3 pag.18 dell'intera ricerca allegata al punto 3°: "Come aumenta il reddito degli allevatori". Vedi anche fig. 4, 5 e 6 pag. (sempre della ricerca allegata punto 3°) Gli 800 allevatori che consegnano il latte alla NMF si sono riuniti nella Njolifa (Njombe Livestock Farmers Association). Grazie a CEFA, sono stati loro offerti seminari sull’amministrazione dell'attività, sulla gestione della filiera e sugli standard di qualità del latte, oltre un piano di profilassi e controllo per tubercolosi e brucellosi per il bestiame. Dei 40 lavoratori che gestiscono gli impianti nessuno aveva un’istruzione specifica, tutti sono stati formati grazie a corsi tenuti da esperti di zootecnia di CEFA e da tecnici locali, concordando il programma con la Sokoine University of Agriculture di Morogoro. Hanno anche beneficiato di tirocini ai caseifici di Santorso di Vicenza e di Granarolo a Bologna. 25mila alunni hanno potuto ricevere ¼ di litro di latte pastorizzato, rispondendo in parte al problema della malnutrizione, freno alla capacità d'apprendimento. La NMF, attraverso visite guidate, educa ai temi nutrizionali gli scolari e 2 impiegate formano gli insegnanti.
../file-system/small/pdf Ne beneficia tutta la comunità di Njombe Importante è ricordare che il distretto di Njombe, quindi oltre 300 mila persone, ha la possibilità di usufruire del "servizio" del latte pastorizzato, che non esisteva prima che sorgesse la Njombe Milk Factory.
../file-system/small/pdf Ricerca Università Roma 3: Analisi degli obiettivi del "Latte alle scuole" E' interessante vedere come il consumo di latte nelle scuole del distretto abbia creato un circolo virtuoso: dà maggiore consapevolezza ai bambini delle scuole e anche alle famiglie sulle tematiche della nutrizione, la conoscenza crea quindi "desiderio di acquisto" e va da sé l' "abitudine al consumo".
../file-system/small/pdf Ricerca Università Roma3: interconnessioni tra beneficiari E' interessante capire come i beneficiari del progetto siano legati tra di loro grazie al latte pastorizzato prodotto dalla NMF e come questo porti reddito grazie ai consumatori (bambini, famiglie, altri soggetti) all'azienda e da questa agli allevatori. Ovviamente i bambini e le loro famiglie, bevendo latte e yogurt, creano domanda e grazie a questa gli allevatori continuano a consegnare il latte crudo ogni giorno alla NMF.
../file-system/small/pdf Staff della latteria Attualmente i lavoratori della NMF sono 39, tutti tanzaniani. Il settore più numeroso è quello degli ordini e del marketing (10 persone assunte) e quello della produzione (7 persone assunte). Le persone coinvolte sono state 52: i cooperanti di CEFA (esperti di produzione, amministrativi, zootecnici, agricoli ed edili in loco), coordinati da responsabili di Bologna; il presidente CEFA Trustee Tanzania, che ha coinvolto le istituzioni locali; un missionario che, negli anni '80, per la diocesi di Njombe, ha chiesto "collaboratori" nel sud della Tanzania al senatore Giovanni Bersani, fondatore di CEFA, che ha, quindi, creato progetti di sviluppo agricolo e sociale in tutta la zona; alcuni esperti tecnici e manutentori, per la parte strutturale della NMF, del gruppo CEFA di Santorso (VI); il management di Granarolo, sia quello attuale sia il precedente, che nei primi anni 2000 ha deliberato un impegno economico iniziale di 50 mila euro per la creazione di una piccola latteria-caseificio nel distretto di Njombe; l'ex assessore all'educazione del distretto di Njombe, che ha diffuso il progetto a livello istituzionale.
../file-system/small/pdf Tutte le risorse umane coinvolte CEFA ha inviato alla Njombe Milk Factory 17 cooperanti con diverse specializzazioni e 2 giovani in servizio civile, coordinati da responsabili nella sede di Bologna. Rapporto privilegato è stata creato con la diocesi di Njombe che ha aperto la strada a CEFA in quella zona della Tanzania. Le risorse del gruppo CEFA di Santorso (Vi) sono state tutte volontarie e hanno svolto una funzione tecnica, mentre i volontari di Granarolo per lo più una funzione strategica. La mancanza di competenze tecniche è stata una delle maggiori difficoltà. Si è creata quindi una rete di rapporti con la Sokoine University of Agriculture per trasferire le conoscenze specifiche. Il “learning by doing”, confronto continuo dei lavoratori con un tutor, è stata un’altra strategia importante. Per la cura delle vacche ci si è rivolti a veterinari esperti, oltre alla formazione costante negli stabilimenti di Granarolo e nelle aziende dei soci allevatori per apprendere tecniche produttive e di gestione della stalla. Per fidelizzare gli allevatori alla consegna quotidiana del latte, si è scelto un pagamento quindicinale. Prima, poiché vendere il latte per strada fruttava pochi scellini al giorno, per loro era impossibile una pianificazione a lungo termine delle spese familiari. Ora, oltre a far fronte alle spese quotidiane o alle emergenze, possono accantonare anche il denaro per le tasse scolastiche dei figli per dar loro una migliore opportunità di vita.
La produzione di formaggio crea 2000 l/giorno di siero. Per produrre ricotta se ne usano 1000 l/settimana. Il rimanente è scremato e inviato a due tank esterni da 4000 l. Il grasso ricavato permetterà a breve la produzione di burro, 18/20 kg/giorno. Il siero “scremato” è destinato gratuitamente all'alimentazione dei suini e altri animali. Un serbatoio da 3000 l è stato comprato in comproprietà con una ditta che distribuisce a domicilio il siero, abbattendo i costi per la NMF. Per diffondere l'iniziativa è stato trasmesso uno speciale alla radio. Le acque reflue di lavaggio dei macchinari, una volta portate a ph neutro, sono convogliate in tre bacini di raccolta, in attesa dell'installazione di un depuratore, già in budget, che renderà il composto adatto all’immissione nelle fogne. E' stato installato sul tetto dell'azienda un impianto fotovoltaico da 11 kilowatt (kwp) che copre le necessità energetiche degli uffici amministrativi e delle celle frigorifere.
../file-system/small/pdf Con l'impianto fotovoltaico a regime La tabella mostra l'energia prodotta (kwh) dal nuovo impianto fotovoltaico (a regime tra qualche mese) da 11 kwp (kilowatt di picco) che permetterà alla NMF di ridurre la quantità d'energia chiesta attualmente alla TANESCO (azienda di rifornimento dell'elettricità) e quindi i costi in bolletta (recuperati dalle bollette dell'anno scorso). Questa riduzione genererà per la NMF dei ricavi, in euro, pari ai valori riportati nell'ultima colonna a destra della tabella (circa 2.000 euro annui).
../file-system/small/pdf Impianto fotovoltaico su misura Il progetto della NMF è formalmente concluso, ma si continua a migliorarne l'efficienza. Si sta appunto rafforzando il risparmio energetico con l'installazione a breve di un impianto fotovoltaico sul tetto della NMF. I pannelli sono appena arrivati a Njombe. Nel file allegato sono descritte le specifiche tecniche dell'impianto pensato proprio per la NMF.
../file-system/small/pdf Nessuna produzione di CO2 Nella tabella viene calcolato quanto è il "risparmio" di emissioni di CO2 grazie al fatto che la NMF, per commercializzare i formaggi nelle grandi città, lontane da Njombe, non usa i camion frigo ma i pullman di linea. Dal grafico si evince che in un anno il risparmio è di circa 20 t di CO2 fino a Dar Es Salaam (con 2 viaggi a sett.) e circa 18 t di CO2 fino ad Arusha (con 2 viaggi a sett.) La sostenibilità è concreta con la trasformazione della NMF da progetto finanziato a S.p.A i cui azionisti sono i partner/beneficiari. Ora si stanno cercando partner industriali locali per assegnare le azioni ancora libere. La presenza delle istituzioni garantisce attenzione al territorio e alla comunità (programma “Latte alle scuole”). Il progetto ha influenzato l’agenda politica della regione di Njombe: per incoraggiare l’allevamento nella zona, dal 2010 il governo ha distribuito migliaia di bovini da latte (pezzati). La visibilità del progetto ha toccato il suo picco con la visita del Presidente della Repubblica Kikwete nel 2009. La creazione di un tavolo permanente regionale per la promozione del "Latte alle scuole" e l’organizzazione della Giornata del Latte, svoltasi a Njombe a settembre 2012 e per la prima volta celebrata a livello nazionale, confermano che la NMF costituisce una realtà importante per il settore del latte.
../file-system/small/ppt Latte alle scuole: ecco la proposta di legge E' un programma stilato dal Ministero dell'Allevamento e Pesca. E' del 26 settembre 2012 e coincide con la Giornata Nazionale del Latte festeggiata a Njombe. La Njombe Milk Factory ha riunito i delegati del Ministero e altri soggetti quali ASAS Dairies Ltd, TDB (Tanzania Dairy Board) e TAMPA (Tanzania Milk Processors Association) e che ha avuto il sostegno anche di ONG internazionali quali Land O’ Lakes e DANIDA. In Italia AMP è stato pubblicizzato sulle bottiglie di latte fresco Alta Qualità (AQ) (2009) e parz. scremato (2012), sulle conf. di mozzarelle AQ (2012) e 2 volte sul latte UHT Granarolo (). Sono stati creati un CD musicale, un FlashMob, che ha coinvolto la GDO, e il concorso "Diventa amico di AMP" con Tetra Pak e Comieco. Granarolo ha poi raccontato il progetto al Summilk, convegno mondiale del latte nel 2011. A Njombe sono stati messi in onda spot pubblicitari su AMP sia in TV che alla radio e invitati ballerini e comici in grandi eventi promozionali. La NMF ha partecipato a diverse fiere agricole per promuovere i suoi prodotti ed è sempre presente al Farmers' Market di Dar Es Salaam con i suoi formaggi. Il programma "Latte alla scuole" è stato veicolo importante per far conoscere AMP: tramite gli alunni si è arrivati ai genitori e a incidere sulla dieta alimentare di tutti. La NMF è citata nella guida turistica "Lonely Planet", dove i suoi formaggi sono detti eccellenti.
../file-system/small/pdf 1° AMP sul latte fresco Alta Qualità Granarolo La campagna primaverile sulle bottiglie da litro, realizzata nel 2009, è stata lanciata in occasione della campagna di raccolta fondi (5x1000) di CEFA onlus. Sono state stampate 11,5 milioni di etichette su altrettante bottiglie.
../file-system/small/pdf 2° AMP sul latte Granarolo UHT La campagna è stata realizzata 2 volte, questa è del 2011 in occasione del 5x1000 da devolvere a CEFA onlus con una distribuzione di 10,2 milioni di confezioni.
../file-system/small/pdf 3° AMP sulle Mozzarelle Granarolo Alta Qualità La campagna primaverile del 2012 è stata diffusa sulle buste di 3 mozzarelle Granarolo ed è avvenuta in occasione della campagna del 5x1000 di CEFA onlus. Sono state stampate di buste.
../file-system/small/pdf 4° AMP su latte fresco Granarolo (parz. scremato) La campagna è stata lanciata nel 2012 in occasione del 5x1000 di CEFA. Sono state prodotte etichette su altrettante bottiglie.
../file-system/small/pdf 5° AMP su latte Granarolo UHT La campagna realizzata nel 2013 (per la 2° volta su latte UHT) è partita in concomitanza alla diffusione data dai canali CEFA (Fb di AMP e sito dedicato: www.africamilkproject.org) per far conoscere il concorso "Diventa amico di Africa Milk Project". Sono stati distribuiti 27,6 milioni di confezioni di latte UHT.
../file-system/small/pdf 6° Concorso "Diventa amico di AMP" Il concorso è durato fino al 31 dicembre 2013. Registrandosi sul sito www.africamilkproject.org si poteva partecipare al concorso. In palio 300 premi solidali: collane tanzaniane e tele "tinga tinga". E come estrazione finale erano in palio 3 viaggio per 2 persone in Tanzania per conoscere la NMF. Grazie a questo progetto, Tetra Pak Italia ha distribuito 25 mila quaderni e penne agli scolari delle scuole di Njombe, tutto riciclato in carta latte Tetra Pak.
../file-system/small/pdf AMP al Summilk, fiera mondiale del latte Granarolo ha partecipato a Parma al Summilk nell'ottobre del 2011 e in quell'occasione ha inaugurato “La Fabbrica del Latte”, mostra fotografica dedicata ad Africa Milk Project, oltre a presentare i risultati socio-economici della NMF, commissionata all'Università Roma3 da Granarolo stessa tra fine 2010 e inizio 2011.
../file-system/small/pdf CD musicale "Music for AMP" Il 5 marzo 2010 è stato presentato alla Cantina Bentivoglio di Bologna in prima assoluta il CD musicato e scritto dal gruppo Marea. I componenti sono: Massimo Tagliata, fisarmonica, Andrea Dessì, chitarra, Mirco Menna, voce, Massimiliano Turone, basso elettrico e Roberto "Red" Rossi, batteria.
../file-system/small/pdf Vinto l'Ethic Award della GDO Il premio, vinto da Africa Milk Project, è stato organizzato da GDO WEEK, rivista del Sole24ore, che informa sull'industria e sulla distribuzione moderna, nella sede del Gruppo editoriale a Milano, il 25 novembre 2010. La latteria sociale ha vinto la sezione "Sud del mondo" e, grazie al premio, il progetto è stato pubblicizzato sulle riviste del gruppo. L'importante riconoscimento è avvenuto perché la NMF emancipa la popolazione locale dall'indigenza.