Sustainable development of small rural communities Sintesi
La tecnologia In Line Roller Crimper (ILRC) consente, attraverso la realizzazione di uno spesso strato pacciamante naturale derivante dall’allettamento al suolo di coltura di copertura, un uso più efficiente delle risorse naturali. In particolare, tale tecnica ostacola lo sviluppo delle infestanti, riduce l’evapotraspirazione del terreno facendo risparmiare acqua irrigua e protegge il suolo dall’erosione e dalle alte temperature. La pacciamatura, una volta esaurito il suo compito, si degrada ed arricchisce il suolo di sostanza organica. Ne consegue che la diffusione di questa tecnica consente di ottenere dei benefici agroambientali (riduzione di input energetici e di sintesi chimica, miglioramento della fertilità dei suoli, fissazione della CO2), socio-economici (riduzione dei costi di produzione) e di sicurezza alimentare, contribuendo inoltre a mitigare in agricoltura gli effetti negativi associati ai cambiamenti climatici.
Partnership
AGRICULTURAL RESEARCH COUNCIL – RESEARCH CENTER FOR THE SOIL-PLANT SYSTEM - Italia
Candidato guidaIl Centro di ricerca per lo studio delle relazioni tra pianta e suolo si occupa di fisiologia della produzione agraria e dei rapporti tra pianta e suolo e tra pianta e microrganismi. Studia e sviluppa tecniche atte al miglioramento della crescita della pianta e delle produzioni agrarie, basate sui progressi della fisiologia vegetale, in particolare per gli aspetti nutrizionali e per gli aspetti legati all'influenza del suolo sulla qualità dei prodotti agricoli. Studia gli effetti dell'utilizzo di fertilizzanti chimici e organici, di biomasse di origine animale e vegetale, di reflui di processi industriali e di depurazione sulla qualità della salute del suolo. Studia strategie di recupero, mantenimento ed ottimizzazione della fertilità del suolo, di recupero agro-ambientale.
The Research Unity for the Study of the Cropping Systems (CRA-SSC) - Italia
Partner dell'iniziativaSviluppa studi e sperimentazioni riguardo alla gestione tecnica dei sistemi colturali, sia arborei che erbacei con particolare riguardo all’uso delle risorse agroambientali alla pianificazione di sistemi e tecniche produttive ecocompatibili, agli schemi di coltivazione integrata e biologica, in un’ottica di ottimizzazione dell’impiego dei mezzi tecnici e dei fattori della produzione, di protezione dell’ambiente e di salubrità delle produzioni.
Italian Association for Organic Farming - AIAB - Italia
Partner dell'iniziativaAIAB è una associazione di produttori, tecnici e cittadini-consumatori. AIAB è la messa in rete del movimento biologico e rappresenta prioritariamente gli interessi dei produttori biologici, attraverso la promozione dell'agricoltura biologica quale modello di sviluppo sostenibile, basato sui principi di salvaguardia e valorizzazione delle risorse, rispetto dell’ambiente, del benessere animale e della salute di chi consuma. L’agricoltura biologica è, infatti, un modello di sviluppo per le campagne italiane alternativo all’”agricoltura industriale”, capace di indirizzare in senso ecologico i comportamenti degli operatori e dei cittadini e, in particolare, il loro approccio al metodo di produzione e al consumo. Gli interessi dei produttori biologici riguardano gli interessi dei cittadini-consumatori ed esaltano il ruolo e la funzione dei tecnici specializzati in agricoltura biologica.
Agricultural Research Council – Research Unit for Vegetable Crops in Central Areas - Italia
Partner dell'iniziativaSvolge ricerche finalizzate al miglioramento genetico e alla selezione varietale di specie orticole e industriali con particolare attenzione a quelle idonee alla coltivazione nel settore adriatico e alla congelazione. Principali settori di attività: - Recupero, valorizzazione e miglioramento genetico di biodiversità orticole autogame (pomodoro, peperone, melanzana, fagiolo, cece, fava, lattuga, indivia) e allogame (melone, zucca, cavolfiore, bietola, asparago, cipolla, porro, finocchio, carciofo) al fine di ottenere varietà dotate di resistenze genetiche a fitopatie e di elevati standards qualitativi da iscrivere al Registro Nazionale Varietà. - Studio di metodiche agronomiche a basso impatto ambientale, con particolare riguardo al metodo biologico, per l'allevamento di orticole. - Conservazione del germoplasma orticolo.
La tecnologia In Line Roller Crimper (ILRC) consente di terminare le colture di copertura in un modo alternativo rispetto al tradizionale sovescio. L’abbinamento del roller crimper a due serie di discissori in linea, consente di associare, alla terminazione conservativa della coltura di copertura, la preparazione del letto di trapianto. Questa innovazione permette, in tal modo, di ridurre a pochi centimetri la fascia di terreno non coperta dalla pacciamatura verde. I vantaggi di tale innovazione sono molteplici. La copertura del terreno garantisce un vantaggio competitivo della coltura da reddito rispetto alle infestanti, attraverso un semplice impedimento fisico. La copertura del terreno permette di ridurre significativamente le perdite d’acqua. Inoltre, protegge il terreno dall’effetto battente della pioggia riducendo i fenomeni erosivi dipendenti da eventi meteorici straordinari.
La tecnica della terminazione conservativa mediante l’utilizzo della ILRC è una innovazione che, nella sua semplicità tecnologica , ha consentito una piccola rivoluzione socio-culturale nel rapporto fra ricercatori, operatori agricoli e piccoli imprenditori. La motivazione principale di questo successo risiede nella semplicità della tecnica e della tecnologia utilizzata associata ad una notevole diversità di funzioni ecologiche (controllo delle infestanti, minore consumo idrico, rilascio graduale degli elementi della nutrizione) e di vantaggi ambientali (minore consumo energetico). L’operatore agricolo ha percepito come “friendly” la tecnica proposta ed ha partecipato immediatamente e con entusiasmo alla discussione sulle potenziali problematiche connesse al suo uso.
Il maggior utilizzo dell’innovazione è previsto in ambiente Mediterraneo in orticoltura biologica, e più in generale in agricoltura conservativa, dove il reimpiego dei residui colturali è una pratica molto utilizzata. In questo contesto, le colture leguminose intercalari possono essere utilizzate per aumentare la disponibilità di azoto del terreno a beneficio delle successive colture da reddito. In aggiunta, le colture intercalari (leguminose e non) allettate con la tecnica del roller climper formano uno spesso strato pacciamante naturale che ostacola lo sviluppo delle infestanti, riduce l’evapotraspirazione del terreno facendo risparmiare acqua irrigua e protegge il suolo dall’erosione e dalle alte temperature. La pacciamatura, una volta esaurito il suo compito, si degrada ed arricchisce il suolo di sostanza organica.
La tecnica ha consentito, sulla maggior parte delle orticole testate, l'ottenimento di produzioni soddisfacenti. In pomodoro, peperone dolce, peperone piccante, lattuga e zucchino le produzioni sono risultate comparabili a quelle ottenute con la tecnica tradizionale (sovescio). Inoltre è stata rilevata, in generale, una maggiore sanità delle piante sia per quanto riguarda i parassiti che i patogeni come si può notare in pomodoro (Foto 5). Notevole è stato l'interesse degli imprenditori agricoli, soprattutto di quelli che operano con il metodo biologico i quali hanno apprezzato la capacità di contenimento delle infestanti della pacciamatura naturale e la sanità delle piante. Le potenzialità della tecnica e il crescente coinvolgimento degli agricoltori hanno spinto una ditta privata (SOLDO srl di Matera) ad acquistare dal CRA il brevetto e ad iniziare la costruzione dei primi esemplari di roller crimper abbinato ai discissori.
Diversi gruppi di persone hanno ottenuto benefici dallo sviluppo e utilizzo dell’innovazione. Certamente primi tra questi devono essere considerati gli agricoltori biologici dei territori delle Marche, del Lazio e della Basilicata dove l’innovazione è stata collaudata. Molti di loro avevano l’esigenza di impiegare tecnologie innovative che gli consentissero di rendere più efficace e meno dipendente dal lavoro manuale il controllo delle infestanti e che contribuissero a ridurre il consumo dei combustibili fossili, permettendo così una rilevante riduzione dei costi di produzione. Gli agricoltori biologici, nel loro complesso potranno beneficiare della crescita della credibilità del settore biologico da parte dei consumatori, che sempre di più, chiedono di poter consumare prodotti ottenuti senza l’uso di mezzi tecnici di sintesi (es. erbicidi), ad elevata qualità nutrizionale ed ambientale.
Il gruppo dei ricercatori italiani che ha sviluppato l’ILRC, ha compreso le enormi potenzialità dell’adattamento di questa tecnica alle realtà orticole mediterranee al fine di consentire il trapianto delle colture orticole con una lavorazione minima (minimun tillage). Lo sviluppo di una macchina agricola appositamente dedicata, è stata quindi una naturale evoluzione del processo di sviluppo dell’innovazione.
Il gruppo dei ricercatori italiani coinvolti, tutti appartenenti al CRA e che sono poi stati riconosciuti ai fini brevettuali quali inventori della nuova macchina, sono Stefano Canali, Gabriele Campanelli, Francesco Montemurro e Fabio Tittarelli. Al gruppo, fin dalle fasi iniziali di sviluppo dell’idea, si è aggiunto il Sig. Sandro Fabrizi, un operatore tecnico del CRA che possiede particolari capacità di eseguire lavori di carpenteria metallica e che è stato utilissimo nell’identificare e realizzare soluzioni operative nell’assemblaggio del primo prototipo costruito.
Le principali difficoltà riscontrate durante lo sviluppo della macchina agricola sono state di ordine tecnico. In particolare, è risultato difficoltoso identificare il design più conveniente di assemblaggio dei dischi e dei discissori al fine di ottenere il perfetto allineamento dei due organi lavoranti. Tale allineamento si è dimostrato fin da subito essenziale al fine di consentire l’apertura di un ottimale solco di trapianto, evitare l’ostruzione degli organi lavoranti da parte della biomassa delle colture di copertura che costituiscono la pacciamatura e ridurre al contempo i consumi energetici.
A tal scopo sono state ideate e testate differenti soluzioni che hanno previsto dapprima il posizionamento dei dischi e dei discissori rispettivamente davanti e dietro il rullo scanalato.
La terminazione conservativa mediante la tecnologia ILRC richiede un minore numero di passaggi delle macchine agricole sul terreno rispetto al tradizionale sovescio. Ciò comporta un minore compattamento del terreno ed una riduzione del consumo di carburante (combustibili fossili) di oltre il 60%. Il semplice allettamento della coltura di copertura, senza la sua trinciatura, consente il mantenimento sul terreno di uno spesso “tappeto” vegetale, che in seguito all’essiccamento, rimane in situ. Questo “tappeto” vegetale rappresenta una barriera fisica che impedisce o rallenta fortemente lo sviluppo delle infestanti. Inoltre, il “tappeto” vegetale mantiene il terreno coperto in maniera uniforme con un effetto significativo sulla temperatura e sul contenuto idrico del terreno. E’ stato infatti rilevato che nei primi 10 cm di profondità del terreno, la temperatura di un terreno coperto da una coltura allettata ha una temperatura media di 5°C inferiore rispetto allo stesso terreno nudo.
Le esperienze sperimentali propedeutiche al trasferimento dell’innovazione al mondo agricolo hanno indicato la possibilità concreta e reale di utilizzazione del roller crimper. Dal momento della sua prima dimostrazione sono stati numerosissimi gli incontri, sia con i tecnici che con gli imprenditori agricoli in diverse parti del territorio italiano (principalmente nel Centro-Sud d’Italia), per valutare la trasferibilità dell’innovazione nella pratica comune ed il suo inserimento nei processi produttivi orticoli, ed in particolare biologici e sostenibili. I tecnici, e più specificatamente i divulgatori agricoli, hanno realizzato e stanno realizzando incontri tematici specifici volti principalmente al superamento del connesso problema della gestione delle erbe infestanti in agricoltura biologica.
Le visite guidate ai campi sperimentali dove gli attori della filiera hanno potuto osservare la tecnica proposta si sono dimostrate estremamente efficaci. Gli agricoltori hanno gradito sia la modalità di divulgazione che l'innovazione proposta e successivamente hanno iniziato ad applicare la terminazione conservativa presso le proprie aziende.
Gli articoli divulgativi su riviste nazionali sono stati anche essi importanti per far conoscere ad un ampio numero di addetti ai lavori la tecnica conservativa ma la decisone di importarla è avvenuta solo dopo che gli agricoltori hanno visto direttamente le colture orticole gestite con tale modalità.